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mercoledì 11 settembre 2013

"THE GRACE CARD" SIAMO PRIGIONIERI DI NOI STESSI?

Domenica abbiamo visto nella Comunità di Albisola il film "THE GRACE CARD" un film americano che ha sollevato parecchie riflessioni in ciascuno di noi.
Spesso ci portiamo dentro sensi di colpa per avvenimenti del passato che condizionano profondamente la nostra vita ed i nostri rapporti umani nella famiglia, nel lavoro, con i vicini, con Dio.
Si diventa incapaci di parlare e ci si chiude sempre di più in sé stessi. Coloro che ci stanno intorno diventano delle minacce o dei nemici e non siamo capaci di accettare la mano che ci viene offerta.
Altre volte proviamo rabbia e frustrazioni per i torti che pensiamo di subire, per i progetti che non si realizzano come vorremmo, e ci facciamo rendere prigionieri dalla rabbia, odio, invidia, dubbio: anche in questo caso non siamo capaci di ammettere le nostre debolezze e di scorgere la mano che ci viene gettata in aiuto.
Spesso Dio ci mette accanto delle persone che con amore ci accolgono, la nostra vita potrebbe cambiare se avessimo il coraggio da uscire fuori dalla gabbia che ci siamo costruiti.
Il film prende spunto da un antico biglietto, tramandato di nonno in nipote, un biglietto che parla di perdono reciproco, disponibilità a camminare insieme come amici nonostante tutte le incomprensioni derivate dalla nostra umanità, e la volontà di coinvolgere Dio come testimone attraverso la preghiera. Un Dio che attraverso Gesù per primo ha dimostrato il suo amore verso persone condannate da tutti.
"I promise to pray for you every day, ask your forgiveness, grant you the same, and be your friend always." - "Io prometto di pregare per te ogni giorno, chiedendoti perdono quando sbaglio ed aspettandomi lo stesso, e di essere tuo amico per sempre"

Ci sarebbe da riflettere ancora sulla crisi nella vocazione e sulle cause dei pregiudizi razziali, ma lo farò in un prossimo intervento.
L'invito rivolto a tutti è di guardare questo film e discuterne insieme. Enrico

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