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giovedì 24 aprile 2014

LE NOTTI DEI DISCEPOLI ALLA MORTE DI GESU' - LE NOTTI DELLA VITA

Giovanni 20
1  Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro.
2  Allora corse verso Simon Pietro e l'altro discepolo che Gesù amava e disse loro: "Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano messo".
3  Pietro e l'altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro.
4  I due correvano assieme, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro;
5  e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò.
6  Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra,
7  e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte.
8  Allora entrò anche l'altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette.
9  Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti.
10  I discepoli dunque se ne tornarono a casa.
11  Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro,
12  ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l'altro ai piedi, lì dov'era stato il corpo di Gesù.
13  Ed essi le dissero: "Donna, perché piangi?" Ella rispose loro: "Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l'abbiano deposto".
14  Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù.
15  Gesù le disse: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?" Ella, pensando che fosse l'ortolano, gli disse: "Signore, se tu l'hai portato via, dimmi dove l'hai deposto, e io lo prenderò".
16  Gesù le disse: "Maria!" Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: "Rabbunì!" che vuol
dire: "Maestro!"
17  Gesù le disse: "Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli, e di' loro: "Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro"".
18  Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.
 19  La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: "Pace a voi!"
20  E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono.
21  Allora Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi".
22  Detto questo, soffiò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo.
23  A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti".
24  Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù.
25  Gli altri discepoli dunque gli dissero: "Abbiamo visto il Signore!" Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò".
 26  Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: "Pace a voi!"
27  Poi disse a Tommaso: "Porgi qua il dito e vedi le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente".
28  Tommaso gli rispose: "Signor mio e Dio mio!"
29  Gesù gli disse: "Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!"
30  Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro;
31  ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.

Gesù ormai era stato sepolto dopo un periodo di alcuni giorni frenetici e tragici, in cui tutte le aspettative e le speranze vengono meno. In poco tempo si è passato da una entrata trionfale a Gerusalemme alla morte infame sulla croce. La sepoltura di Gesù sembra chiudere un ciclo. “Ora che ne sarà di noi?” Potrebbe essere stato questo il pensiero dei discepoli.
Gesù era stato seppellito la sera ed il giorno dopo tutta la città festeggiava la Pasqua ebraica: anche i discepoli di Gesù si saranno ritrovati al tempio e nelle loro case, con tutta la loro amarezza e delusione. Mangiare le erbe amare, mangiare l’agnello, ricordare la liberazione dall'Egitto…. tutti rituali che sembrano senza senso alla luce della loro esperienza personale: dov'è ora questo Dio, perché non ha liberato Gesù e non ha risposto alle preghiere del suo popolo? Perché dobbiamo ancora soffrire? Perché Gesù si è lasciato uccidere? Perché non siamo stati capaci di reagire e fare qualcosa?  Credo che questa prima notte in attesa della Pasqua ebraica fosse anche una notte di tormento.
Ci sono momenti in cui non si riesce a dormire pensando alla tragicità di certi avvenimenti ed alle delusioni rispetto alle proprie aspettative: il ricordo dei momenti piacevoli trascorsi con Gesù, delle sue parole che scaldavano il cuore ed aprivano alla fiducia, dei momenti in cui si scorgeva un Dio operare attraverso miracoli erano ancora vivi, ma ora Gesù era morto.
Deve essere stata una notte insonne per i discepoli smarriti, ora dovevano riorganizzare la propria vita, tornare alle proprie famiglie, tornare a lavorare e sperare in un altro messia….
Il primo giorno della settimana i suoi amici vanno ad onorare un morto ma trovano un cadavere che non c’è più:  Giovanni ci fa notare che i due discepoli credettero vedendo i panni piegati. Credere in qualcosa che si spinge al di là del loro modo di pensare non deve essere semplice e chissà se sia veramente accaduto così, cioè Pietro e l’altro discepolo avranno creduto, ma chissà se è stato così immediato come raccontano i Vangeli o se ci sia voluto del tempo …. non si potrebbe comprendere perché alle donne viene dato il compito di annunciare la resurrezione di Cristo ….
Già, delle donne, proprio loro le più inascoltate nella società del loro tempo ma scelte per essere le prime testimoni, proprio perché spesso gli uomini costruiscono e disfano, progettano e cambiano progetti, spesso dimenticano per ricominciare da un’altra parte ma le donne conservano dentro di sé ricordi, sentimenti, speranze….
Perché i discepoli non avevano capito prima? Perché la resurrezione finale dei morti era ancora qualcosa di misterioso e dibattuto nell'ambito ebraico.
Passano altre notti per i discepoli, notti in cui si erano chiusi in casa domandandosi cosa fare, notti di paura, notti in cui discutevano sul racconto delle donne e su quello che avevano visto nella tomba, notti in cui chiedersi se le apparizioni di Gesù erano reali o erano fantasmi e sogni.
Dopo le notti della disperazione e delle domande, ora le notti dei dubbi ed ancora altre domande.
Notti in cui insieme ci si ritrova a parlare ed in cui è difficile convincersi, notti ancora una volta insonni per la gioia o per la paura di essersi ancora una volta illusi. Sì, proprio così: lasciarsi ancora una volta andare e poi cadere di nuovo, era questo il rischio che non si voleva affrontare.
Le richieste di Tommaso di vedere e toccare erano esplicite e legittime, ma anche gli altri discepoli pur non avendolo espresso con parole, nei fatti dimostrano la difficoltà di credere. Lo stesso Pietro continua il suo lavoro di pescatore, come gli altri discepoli, lasciandosi alle spalle le esperienze.
Fino alla fine è stato difficile credere che anche la morte era stata sconfitta, che il potere del male che aveva avvolto anche i discepoli fosse stato vinto, che ci potesse essere un riscatto ed un nuovo inizio ma non con un nuovo messia, ma con lo stesso Gesù che era stato con loro.

L’esperienza dei discepoli sono simili alle nostre stesse esperienza: momenti in cui la morte ci passa accanto, momenti in cui la nostra fede vacilla, momenti di delusioni ed amarezze. Talvolta ripetiamo anche noi: da bambino, da ragazzo andavo in Chiesa e forse ci credevo, ma poi la vita con le sue amarezze e delusioni ha scoraggiato la mia fede. Quante volte forse abbiamo passato delle notti chiedendoci dov'è Dio, perché non interviene per poi lasciarci abbattere e sconfiggere dalle situazioni.
Queste sono le notti della disperazione e delle domande senza risposta, dove Dio sembra non esserci….
E poi ancora in altri momenti, come è possibile credere che il male possa essere vinto, quando vediamo intorno a noi il suo potere che paralizza e distrugge esistenze umane? Si parla tanto di resurrezione e di un Dio che sconfigge la morte ed il male, ma il male non sembra essere realmente sconfitto e la morte fa sempre paura.
Queste sono le notti del dubbio e di altre domande senza risposta, il messaggio della religione è solo teoria.

La testimonianza della morte e resurrezione di Gesù sono l’annuncio di un Dio che non rimane impassibile nel cielo, ma decide di camminare in mezzo agli uomini e donne, provare le stesse esperienze di sofferenza, dubbi e morte e nello stesso tempo è anche l’annuncio di una speranza: la disperazione può lasciare spazio vita.
Ma questa speranza può realmente trasformarci solo se decidiamo di guardare alla resurrezione di Gesù non come un avvenimento celebrativo, ma come l’inizio di una nuova vita che ci veda coinvolti e non spettatori passivi.
Gesù è apparso ai suoi discepoli pieni di dubbi, paure, incertezze, amarezze, sensi di colpa, delusioni e dona a loro lo Spirito che rinnova la speranza: pace a voi, il saluto non è solamente un modo di dire, ma ripete la stessa promessa già data a loro prima della passione “vi lascio la mia pace, vi do la pace”
Pace, Shalom nel senso di benedizione da parte di Dio che riguarda tutta la mia vita e non è una benedizione forzata, nel senso di un successo ottenuto con la forza, a danno di altri.
Pace, un dono di Dio come la resurrezione è segno della potenza di Dio che sconfigge le pretese umane. Il male e la morte possono essere sconfitti, perché Dio stesso lo ha fatto.
Con la resurrezione di Gesù vengono create le premesse per un nuovo inizio, il Regno di Dio può veramente cominciare a manifestarsi attraverso l’accoglienza, il perdono, l’amore ma anche dell’impegno e della condanna contro ogni modello che distrugge ogni speranza, contro ogni ingiustizia.

Tutti questi sono segni della sua presenza ancora oggi, nonostante le situazioni di male e morte che vediamo intorno a noi ogni giorno, egli soffia ancora il suo Spirito su uomini e donne con coraggio, fede e disponibilità all'ascolto della sua Parola, si impegnano insieme, l’uno per l’altro, nella testimonianza e nella lotta per cambiare qualcosa in questo mondo.

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