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domenica 4 maggio 2014

CONDIVIDERE AMORE


C'era una volta un uomo povero, povero, poverissimo...così povero che all'ultimo giorno dell'anno, quando si reca in cucina, non vi trova più nulla da mangiare: non una briciola di pane, non una carota, né una patata, non della pasta, né dei fagioli. Niente. Niente. Proprio niente.
Tuttavia, a forza di cercare, finisce per trovare, incastrato nella fessura di un cassetto, un chicco di riso, un unico chicco di riso, "Un chicco di riso, è meglio che niente. Lo farò cuocere per passare il tempo, poi lo succhierò lentamente".
Ma per fare cuocere il chicco di riso, ha bisogno di una casseruola. Non ne ha più, dal momento che ha dovuto vendersi tutta la batteria di cucina. Si reca dunque da un vicino.
-                     Ho del riso da far cuocere per stasera, mi puoi imprestare una casseruola?
-                     Quale vuoi? La piccola o la grande?
-             La grande. Mi hanno detto che per fare cuocere il riso affinché non si appiccichi bisogna farlo cuocere in tanta acqua.
-                     Va bene, ti impresto la casseruola, ma vengo a cenare da te.
-                     D'accordo. Quando ce n'è per uno, ce n'è anche per due!
A quell'epoca non c'era acqua corrente in casa. La fontana era lontana, l'inverno gelido, il nostro poveretto era pieno di reumatismi. Egli va dunque dalla vicina:
-                     Stasera mangio del riso, con il vicino. Puoi darmi un po' di acqua per farlo cuocere?
-                     Ti do dell'acqua, ma, sai, al giorno d'oggi non si ha niente per niente. Vengo anch'io a mangiare il riso con voi.
-                     D’accordo. Quando ce n'è per uno, ce n'è per due; quando ce n'è per due, ce n'è per tre.
Poi ha bisogno di un po' di legna, della carta e dei fiammiferi per accendere il fuoco. Si reca dunque da Pietro, da Giacomo, da Michele, Uno gli dà la legna, l'altro la earta3 il terzo i fiammiferi, ma ognuno a sua volta si invita. Non rimane più che da far cuocere il chicco di riso.
Ma un chicco di riso da dividere in sei! Ed allora comincia   a preoccuparsi, "Oh ma mi viene un'idea!" e subito va da un contadino,
-                  Buongiorno! Stasera siamo sei a mangiare del riso. Ci saranno Pietro, Giacomo, Michele, il vicino e la vicina, ed io. Abbiamo pensato che se tu venissi a mangiare con noi, tu che sei tutto solo, sarebbe bello. Certamente siamo dei poveretti, abbiamo soltanto del riso secco, non abbiamo una gallina da mangiarci assieme. Ma comunque sarai sempre il benvenuto.
-                   Ma credi che io venga a mani vuote per l'ultimo giorno dell'anno? Vengo a mangiare il vostro riso, ma vi do una delle mie galline. Tieni... prendi quella.
Ritornando a casa il nostro poveretto si mette a piangere: "Una gallina per sette persone, va già meglio che un chicco di riso per sei. Ma che stupido sono stato. Invece di parlargli di una gallina, avrei dovuto parlargli di un tacchino...Oh! Ma lasciami riflettere. Presto, presto corre da una vecchia che alleva tacchini.
-                  Stasera, siamo sette a mangiare una gallina al riso. Ci saranno Pietro, Giacomo. Michele, il vicino, la vicina, il contadino ed io stesso.  Abbiamo  pensato  che  da   sola  ti   devi   annoiare. Certamente una gallina sola per otto persone, non è molto, ma sai com'è, abbiamo quello che abbiamo...
-                  Ebbene, io porterò un tacchino. Dal tempo che vendo tacchini senza neanche conoscerne il gusto! Sempre sola non posso mica farmi cuocere un tacchino. Tieni sceglitelo tu stesso.
Vedendo che funzionava, il nostro poveretto allora va ad invitare il salumaio, il giardiniere, il pasticcere, il commerciante di vino.
E la sera qual magnifico banchetto: un ricco ragù, vino a volontà, pasticcini, frutta....
Ma nel bel mezzo del pasto, uno dei quindici invitati si esclama:
-                     Ehi, di un po', stamattina ci hai invitati a mangiare del riso, dove è?
-                     Il riso! Ah! ho dimenticato di metterlo in pentola . Ma, non avete perso nulla.
Dicendo questo, va a prendere il chicco di riso, lo fa vedere e racconta tutta la storia.

Condividere insieme il poco o tanto che si possiede produce vera felicità ed amore.

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